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DOI 10.1701/3112.30999 Scarica il PDF (74,4 kb)
Recenti Prog Med 2019;110(2):63-64



Il precariato nella ricerca di sanità pubblica: una iniziativa per migliorare le condizioni lavorative e contrattuali dei lavoratori precari

Gianluigi Ferrante1,2, Fulvio Ricceri1,3

1Gruppo di lavoro Epidemiologia e Precariato dell’Associazione Italiana di Epidemiologia; 2Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione Preclinica e clinica dei Farmaci, Istituto Superiore di Sanità, Roma; 3Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, Università di Torino.

Pervenuto su invito il 15 gennaio 2019.

Riassunto. Il problema del precariato è particolarmente radicato nella ricerca epidemiologica e di sanità pubblica. Attraverso un percorso condiviso, nell’ambito dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, è stato prodotto un documento di impegno sul precariato in ambito epidemiologico con lo scopo di migliorare le condizioni di lavoro e contrattuali del personale precario coinvolto nell’iniziativa. Se questa esperienza fosse ripetuta anche in altre associazioni scientifiche, aumenterebbe il numero di lavoratori precari con più tutele.

Precarious employment in public Health research: an initiative to improve working and contractual conditions of precarious workers.

Summary. The problem of precarious employment is particularly rooted in epidemiological and public health research. Through a shared path, within the Italian Association of Epidemiology, a commitment document on precariousness in the epidemiological field has been produced with the aim of improving the working and contractual conditions of the precarious personnel involved in the initiative. If this experience were repeated in other scientific associations, the number of precarious workers with more protection would increase.

Fin dai primi anni ’80 è in corso in Europa una progressiva precarizzazione del lavoro dipendente. In Italia il “pacchetto Treu” prima (1997) e la “legge Biagi” dopo (2003) hanno normato le basi per la graduale introduzione del lavoro precario, con la conseguenza che molti contratti a tempo indeterminato sono stati sostituiti da contratti temporanei1. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) nell’ultimo rapporto annuale ha evidenziato come le nuove assunzioni a tempo determinato siano circa il doppio rispetto a quelle a tempo indeterminato2.

Molti studi hanno dimostrato che il precariato non rappresenta solo un problema di tipo economico ma ha soprattutto un impatto negativo sulla salute dei lavoratori, in particolare sullo stress e sulla salute mentale3,4.

Tra gli ambiti lavorativi in cui il precariato è maggiormente presente vi è il mondo della ricerca, anche a causa della natura del meccanismo dei finanziamenti dei progetti, che quasi sempre hanno una durata limitata nel tempo. Il precariato, inoltre, è particolarmente diffuso nella ricerca in sanità e nello specifico in quella epidemiologica e di sanità pubblica. Si tratta di un problema che, se da una parte coinvolge un numero molto elevato di figure professionali, intaccandone la qualità del lavoro e la crescita professionale, dall’altra produce anche un danno a un intero sistema che investe nella formazione di persone che con molta probabilità non continueranno a lavorare per lo stesso soggetto.

In questo contesto, nel 2016 si è costituito all’interno dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) un gruppo di lavoro sul precariato, Epidemiologia & Precariato (Epiprec), con lo scopo di mettere in rete i ricercatori precari con contratto di lavoro atipico e temporaneo in ambito epidemiologico al fine di elaborare proposte e strumenti per una maggior tutela dei diritti dei lavoratori.

Una delle attività più importanti portate avanti da questo gruppo di lavoro è stata la preparazione di un documento di impegno sul precariato in ambito epidemiologico da proporre a tutti i soci AIE come codice etico da sottoscrivere.

Il primo passo per la preparazione di questo documento è stato una riflessione del gruppo di lavoro sul tema, dalla quale è emersa la consapevolezza che per concretizzare il progetto era necessario avere, oltre alla forte motivazione dei precari, competenze tecnico-legislative e ampio supporto da parte dei membri dell’associazione. Quindi, grazie alla collaborazione del gruppo Epiprec con il direttivo dell’AIE, durante l’annuale convegno AIE di Primavera a marzo 2018, è stata organizzata una giornata per parlare della situazione del precariato nell’ambito della sanità pubblica italiana, esaminando l’impatto del fenomeno sulla salute dei lavoratori, proponendo possibili soluzioni e stimolando un confronto attivo tra i partecipanti.

Il buon successo di questa iniziativa ha portato alla condivisione dei punti prioritari da inserire nella dichiarazione di impegno dell’AIE sul precariato.

Il documento finale5, approvato all’unanimità durante l’ultima assemblea dei soci (ottobre 2018), si articola in quattro ambiti di impegno.




1. Il primo è legato al precariato specifico dell’epidemiologia e prevede da un lato di istituire un osservatorio permanente che censisca la situazione in questo ambito, dall’altro la ridefinizione della figura dell’epidemiologo tenendo conto di tutte le professionalità, anche non mediche, attualmente impegnate nelle attività del settore.

2. Il secondo è legato alle nuove assunzioni che dovrebbero privilegiare forme contrattuali che, seppur a tempo determinato, garantiscano i principali diritti del lavoratore (copertura economica in caso di malattia e di infortunio sul lavoro, ferie, sostegno alla genitorialità, trattamento di fine rapporto, ecc.). Inoltre, nel caso di finanziamenti di ricerca per progetti specifici e limitati nel tempo, tali finanziamenti dovrebbero essere utilizzati prioritariamente per creare opportunità di formazione, quali borse di dottorato, oppure per remunerare attività libero professionali senza vincolo di esclusività.

3. Il terzo riguarda il miglioramento delle condizioni dei lavoratori che attualmente hanno un contratto precario promuovendo “buone pratiche” quali: l’assenza di periodi di discontinuità di reddito dovuti all’interruzione del rapporto lavorativo tra la scadenza di un contratto e il rinnovo del successivo, la trasparenza nelle tariffe retributive, la possibilità di accesso alle attività formative pari a quelle del personale stabilizzato e l’esclusivo coinvolgimento in attività di ricerca previste nei progetti, che non possono essere quelle istituzionali.

4. Il quarto ambito impegna i soci AIE, in particolare quelli con ruolo dirigenziale, a farsi promotori verso le istituzioni (Ministero della Salute, ASL, IRCCS, università e altri enti pubblici dove si fa ricerca epidemiologica) della necessità di incrementare le piante organiche con posizioni per epidemiologi.

Sebbene l’iniziativa di Epiprec sia rivolta solo a un piccolo gruppo di lavoratori precari e non abbia un impatto dirompente, né risolutivo, sul problema del precariato nella ricerca, per la prima volta un’associazione scientifica, l’AIE, ha sottoscritto un documento con cui si impegna ad attuare azioni potenzialmente in grado di migliorare le condizioni di lavoro e contrattuali del personale precario coinvolto nell’iniziativa. Se questa esperienza positiva fosse ripetuta anche in altre associazioni scientifiche, aumenterebbe il numero di lavoratori precari con più tutele. Inoltre, l’eventuale azione coordinata di più associazioni e società scientifiche darebbe vita a una massa critica con forza sufficiente per portare ai tavoli politici istanze e proposte per affrontare il problema del precariato nella ricerca.

Conflitto di interessi: gli autori dichiarano l’assenza di conflitto di interessi.

Bibliografia

1. Carinci F, Menegatti E. Labour law and industrial relations in Italy. Milano: IPSOA, 2015.

2. Istituto Nazionale Previdenza Sociale. Osservatorio sul Precariato [Internet]. Disponibile su: https://bit.ly/2QdFVIN (ultimo accesso 4/02/2019).

3. Quinlan M, Bohle P. Overstretched and unreciprocated commitment: reviewing research on the occupational health and safety effects of downsizing and job insecurity. Int J Health Serv 2009; 39: 1-44.

4. Kim TJ, von dem Knesebeck O. Perceived job insecurity, unemployment and depressive symptoms: a systematic review and meta-analysis of prospective observational studies. Int Arch Occup Environ Health 2016; 89: 561-73.

5. Associazione Italiana di Epidemiologia. Dichiarazione di impegno dell’AIE riguardo al precariato nei gruppi di lavoro in ambito epidemiologico [Internet]. Disponibile su: https://bit.ly/2HdiNH4 (ultimo accesso 4/02/2019).

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