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DOI 10.1701/427.5089 Scarica il PDF (79,2 kb)
Recenti Prog Med 2009;100(5):272



Libri ricevuti


Stroke. Practical guide for clinicians. A cura di Natan M. Bornstein. Pagine 204. Rilegato. Karger, Basel, 2009. Dollari 198,00. ISBN 978-3-8055-9099-0.




L’ictus è una patologia ad alto tasso di morbilità e di mortalità (specie nell’età anziana) in tutte le aree del pianeta. Per ridurne l’incidenza è importante conoscere e praticare una prevenzione sempre meglio mirata dei fattori di rischio ormai da tempo individuati: ipertensione, diabete mellito, dislipidemia, fibrillazione atriale, obesità. A tal fine, nel corso degli ultimi anni, si è verificato un crescente interesse ed un sempre più frequente ricorso sia a tecniche di diagnostica non invasiva (RM ad ultrasuoni, angiografia) sia a nuove procedure di trattamento chirurgico che stanno valorizzando progressivamente il ruolo di teoria e pratica della neurologia vascolare. Questo libro è un aggiornato ed esaustivo compendio dei diversi aspetti dell’argomento: epidemiologia, fisiopatologia, neuroimaging, tromboembolisi, complicanze, chirurgia secondaria, strategie preventive.


Prima lezione di medicina. Giorgio Cosmacini. Pagine 118. In brossura. Editori Laterza, Roma-Bari, 2009. Euro 10,00. ISBN 978-88-420-8849-3.

Giorgio Cosmacini delinea ruolo e funzioni dell’arte medica attraverso l’analisi dei suoi aspetti più significativi: le risorse della guarigione, la terapia delle malattie e la cura dei malati, il primato della prevenzione, l’importanza della riabilitazione; poi la funzione, tra scienza e mito, della ricerca, della tecnica, dell’esercizio professionale; infine, la voce dei doveri, dei principi morali, della coscienza.
Ma cos’è la medicina? Il quesito non è semplice perché i fattori che incidono sulle possibili risposte sono molti: storici, anzitutto, e poi, nell’attualità, legati al senso comune (dei pazienti) e al sapere tecnico-scientifico (dei medici), ma anche all’anagrafe (sesso ed età) dei soggetti interessati, al loro coinvolgimento fisico e psichico, al loro stato sociale e culturale, cioè al loro ceto, al loro censo, alla loro mentalità e alle loro credenze. La percezione del bambino che intende la medicina come «medicinale» o come attività del «dottore» ha radici nella stessa ingenuità infantile che intende la storia come favola: «raccontami una storia» e «c’era una volta…». Una volta anche la medicina seduta in cattedra spiegava la storia di se stessa partendo da origini favolistiche, leggendarie. La leggenda si basava sull’opinione che la medicina fosse antica quanto l’uomo, il quale, fin dai tempi della sua comparsa sulla terra, sarebbe stato medico di se stesso per istinto di sopravvivenza in un ambiente ostile e vulnerante. Il cavernicolo guaritore di sé sarebbe poi diventato il primitivo guaritore di altri, iniziando a esercitare il mestiere più antico del mondo. Un graffito preistorico o protostorico, che fa mostra di sé nella grotta pirenaica dei Trois Frères, è forse l’effigie più arcaica di un uomo guaritore.


Type 2 diabetes mellitus. An evidence-based approach to practical management. A cura di Mark N. Feinglos, M. Angelyn Bethel. Pagine 488. Rilegato. Humana Press, Iotowa, 2008. Dollari 139,00. ISBN 978-1-58829-794-5

Parallelamente all’espansione globale della malattia diabetica, la prevalenza del diabete di tipo 2, secondo attendibili previsioni, crescerà del doppio nei prossimi venti anni. Le cause sono molteplici: il continuo incremento demografico, l’allungamento della vita media, la ingravescente difficoltà a praticare sana attività fisica. Si impone dunque con sempre maggior urgenza la necessità d’arginare il rischio epidemico del fenomeno, che finirebbe col diventare esiziale per i sistemi sanitari, specialmente per quelli dei paesi meno industrializzati. Un trattamento razionale, fondato, cioè, sulle prove di efficacia, deve bilanciare tale rischio in una oculata analisi di costo beneficio. In questo volume – 30 capitoli, 53 autori (statunitensi, inglesi, australiani) – il tema e le relative problematiche vengono affrontati dettagliatamente, nei diversi e numerosi aspetti caratteristici della patologia. Dall’epidemiologia e dall’anatomia patologica fino alla diagnosi ed alla terapia; quest’ultima estesa, ovviamente, alla nota comorbilità associata alla malattia primaria: ipertensione, iperlipidemia, vasculopatie. Una segnalazione particolare merita la bibliografia, equilibratamente nutrita per ciascun capitolo e raccomandata dall’autorevole patrocinio dell’American Medical Association.


La fiera delle sanità. Daniela Minerva. Pagine 374. In brossura. BUR Rizzoli, Milano, 2009. Euro 12,50. ISBN 978-88-17-02860-8.




In copertina è un riassunto di otto righe: «Politici corrotti. Medici cialtroni. Imprenditori rapaci. Criminali e burocrati. Un giro d’affari da 100 miliardi di euro. Tra abusi, truffe e disservizi, ecco chi mette in pericolo la salute degli italiani». E il nutrito testo – più di 350 pagine – ne fornisce dettagli documentati in 10 capitoli con titoli suggestivi; “Le mani sulla sanità” (il depotenziamento della funzione ministeriale a favore dell’arbitrio delle Regioni, radiografato in casi esemplari: Lombardia, Emilia-Romagna, Sicilia, Lazio, Puglia); l’ambiguità truffaldina della intramoenia (“Il professore è fuori stanza); l’omicidio Fortugno a Locri, le morti impunite di Vibo Valentia, le cosche di Reggio Calabria (“Romanzo criminale”); infine, “Camici di partito”, “Marketing in pillole”. Di quest’ultimo capitolo merita riportare le righe introduttive: «... Il sottosegretario al Welfare Francesca Martini tuona: “Bisogna cambiare i vertici dell’AIFA”. E i mille nemici del direttore (anche lui si chiama Martini [Nello] n.d.r.) dicono: “finalmente!”». Perché Martini (Nello) «ha bastonato gli industriali, ha imposto agli italiani di usare i farmaci generici che non piacciono, ma che fanno risparmiare preziosi soldi al paese... E con lui in sella, l’operazione di ammorbidire l’Agenzia del Farmaco nell’interesse delle lobbies e a scapito dei cittadini sarebbe difficilmente andata in porto. Così, invece, «l’AIFA non dà più fastidio» (pagina 267).
Questa, in sintesi, la denuncia delle disfunzioni (o peggio) del nostro SSN tratteggiata dall’Autrice, la quale non manca di sottolineare, oltre i guasti dell’assistenza, anche i paradossi dell’Accademia, quella capillare “parentopoli” universitaria descritta in un altro corposo, recente docu-saggio, pur esso giornalistico, da Nino Luca (cfr. questa rivista, fascicolo di aprile 2009, pag. 218). Tuttavia... Tuttavia, ad evitare equivoci, ci pensa l’esclamazione/auspicio in bella vista sulla prima pagina del libro: «Che Dio ce lo conservi, il Servizio Sanitario Nazionale!». Perché noi italiani – ci ricorda Minerva – «la modernità che può mantenerci tutti in buona salute ce l’abbiamo in casa. Ed è proprio scritta nella legge che istituisce il SSN, in attuazione dell’articolo 32 della Carta costituzionale che ne sancisce la ineluttabilità». Ed allora possiamo aggiungere: “Che Dio ce la conservi, questa benemerita Costituzione!”.




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