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Le regole del contagio

di Stefano Cagliano

Innanzitutto l’autore. Insegna alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e le sue indagini riguardano l’applicazione di analisi matematiche per prevenire le pandemie. Divulgatore polifonico, collabora con BBC, Financial Times, Scientific American e Wired. Le pagine del libro sembrano suggerire una plasticità surreale dell’attività associativa della corteccia prefrontale nell’autore. Una corazzata d’informazioni capace di trasferirsi come una barchetta da un fatto a un altro.

«Ci sono domande che ricorrono in moltissimi campi di studio», osserva Kucharski all’inizio, e quando pensiamo al termine “contagio” è automatico pensare alle malattie infettive e a termini come “virale”, «ma esistono molti altri fenomeni di natura epidemica», come quelli dannosi dovuti a crisi finanziarie o altri con ricadute positive. E sul punto osserva che «gli strumenti concettuali della scienza epidemiologica ci stanno aiutando a far fronte alle minacce di altri campi. Gli stessi metodi servono oggi alle banche centrali per scongiurare eventuali crisi finanziarie o alle aziende tecnologiche per erigere nuove difese contro gli attacchi informatici». Del resto nel 2013 anche la rivista Lancet pubblicò un articolo in cui osservava che «le epidemie e le bolle finanziarie presentano una struttura molto simile».

Di epidemie è fatta la storia umana, recente e antica, e serve guardare al passato con l’occhio rivolto al futuro. Delle epidemie conosciamo molti caratteri, ma altri decisivi ci sfuggono. Perché peste o colera, in anni pre-antibiotici, sono comparsi e scomparsi senza ragione apparente? E quanto e cosa sappiamo delle altre epidemie? Forse risposte documentate a queste domande ci aiuterebbero a difenderci anche dalla CoViD-19 e a capire meglio tutte le epidemie: come nascono, si diffondono e scompaiono. È questo che cerca di spiegarci il libro, in modo scientificamente fantastico.

Una nota ricorrente in queste pagine sono i continui salti di scena, in apparenza senza ragione. Se, per esempio, Kucharski ha lo scopo di spiegare le regole del contagio e descrivere i percorsi segreti di un’epidemia o di una pandemia, allora – osserva – anche le banche hanno dovuto affrontare un problema analogo, il contagio finanziario. E qui l’autore porta in superficie e fa apparire il concetto statistico di “correlazione” e il perché del crollo nel 2007 di Lehman Brothers, una delle più importanti banche d’affari statunitensi.

Un libro fantastico scritto da un intellettuale brillante. Se inizierete il libro solo parzialmente informati, alla fine vi troverete più colti. Avrete letto e imparato un sacco di nozioni di storia della medicina, di virus informatici, di statistica, di economia, di batteriologia, di credit crunch, di informatica, di storia delle vaccinazioni, di fisica e di diagrammi di Feynman. Avrete capito qualcosa della fisiologia dello sbadiglio, imparato cos’è una rete e il tasso di riproduzione abbreviato in R («di estrema utilità perché il suo valore ci dice se bisogna aspettarsi un’epidemia») e avrete letto che «nulla guasta il benessere e il sano buon senso di una persona quanto vedere un amico arricchirsi». Non dimentichiamo che il libro è anche un’occasione per ripensare il vostro rapporto difficile con la matematica, che vi si presenterà in modo diverso. Nel libro c’è tanta altra roba, più o meno preziosa.

In conclusione, la sfida del libro è dimostrare che «fare pronostici è una sfida complessa, eppure c’è un costante bisogno di previsioni. Che si tratti di malattie infettive o della criminalità dilagante, i governi e le altre organizzazioni necessitano di elementi solidi su cui basare le loro scelte future». Ma se anche il risultato fosse raggiunto, poi c’è un altro problema: «una delle cose più difficili al mondo – come dice l’autore – anche nel campo della salute, è convincere la gente». A diffondere le informazioni giuste e corrette dovrebbero servire altre figure: «I giornalisti svolgono un ruolo molto importante nella diffusione epidemica delle informazioni, ma non sono l’unico anello della catena di trasmissione: accanto a loro vanno citate in primo luogo le piattaforme sociali».

Per questo è importante conoscere bene il contenuto da trasmettere. «La scelta di vaccinare ha un effetto diretto perché protegge la persona dalla malattia, ma ha anche un effetto indiretto, perché elimina un potenziale vettore di contagio». Inutile pensare, a questo punto, ai possibili errori che si potrebbero compiere lavorando ai vaccini anti-CoViD-19: «si arriva alla verità solo mettendo insieme errori di vario genere», parole di Virginia Woolf riportate nel libro di Kucharski.