Area Abbonati
LoginPassword
DOI 10.1701/494.5859 



Tempo trascorso davanti al televisore e rischio cardiovascolare

È noto che l’esercizio fisico è significativamente associato con ridotto rischio di prematura mortalità, mentre la sedentarietà rappresenta un rischio di eventi cardiovascolari. Gli studi sui diversi comportamenti sedentari in differenti occasioni, come lavoro, divertimento, trasporto, etc, non hanno preso in esame la sedentarietà relativa al tempo trascorso davanti al televisore.
I rapporti tra prolungato tempo trascorso alla televisione e rischio di mortalità per malattie cardiovascolari, cancro e malattie non cardiovascolari e non tumorali sono stati recentemente esaminati in un gruppo di soggetti d’ambo i sessi, nell’ambito dell’Australian Diabetes, Obesity and Lifestyle Study (Aus Diab) (Dunstan DW, Barr ELM, Healy GN, et al. Television viewing time and mortality. The Australian Diabetes, Obesity and Lifestyle Study [Aus Diab]. Circulation 2010; 121: 384).
Gli autori hanno studiato 8800 adulti di età ≥25 anni, divisi in tre gruppi, secondo la durata media del tempo trascorso alla televisione nel corso delle 24 ore (<2h/d : n = 4970; ≥2 – <4h/d : n = 3158; ≥4h/d : n = 672).



È stato osservato che un prolungato tempo trascorso alla televisione è associato ad aumentato rischio di mortalità cardiovascolare e per tutte le cause. Ciascuna ora in più trascorsa guardando la televisione ha comportato un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause dell’11% e di mortalità cardiovascolare del 18%. Calcolando questi rischi in rapporto al rischio nei soggetti con minore tempo alla televisione (<2h), il rischio comportato da ≥4h/d alla televisione è risultato aumentato del 46% per la mortalità per tutte le cause e dell’80% per la mortalità cardiovascolare; questi rischi sono risultati indipendenti da rischi tradizionali, quali fumo di tabacco, pressione arteriosa, colesterolemia, alimentazione, circonferenza alla vita ed esercizio fisico in corso di tempo libero. Gli autori sottolineano un’associazione non significativa tra lungo tempo alla televisione e mortalità neoplastica, analogamente a quanto segnalato in precedenti studi in soggetti adulti.
È stato inoltre osservato che il tempo trascorso alla televisione rappresenta uno dei molti comportamenti che richiedono di mantenere la posizione seduta per un tempo prolungato e si citano recenti contributi che hanno indicato che, a parte il tempo per il sonno, guardare la TV è il comportamento che occupa la maggior parte del tempo trascorso in casa. Indipendentemente dal tempo libero, dal livello di esercizio fisico e dalla presenza di obesità, l’aumento del rischio correlato a un periodo di oltre 4 ore al giorno trascorso alla televisione, osservato in tale indagine svoltasi in Australia, ha anche molte implicazioni in altre aree geografiche, tanto più che è noto che in Australia e nel Regno Unito il tempo medio trascorso alla televisione si colloca intorno alle 3 ore al giorno e raggiunge fino a 8 ore negli Stati Uniti. Gli autori citano alcuni dati relativi alla Scozia che indicano che gli individui di più basse condizioni socio-economiche trascorrono 1,8 ore al giorno in più rispetto ai soggetti in più elevate situazioni socio-economiche.
Per quanto concerne la riduzione dell’esercizio fisico correlata al tempo trascorso alla televisione e la sua influenza sul rischio di mortalità, gli autori ricordano che questa correlazione comporta effetti biologici, strutturali e sistemici sull’omeostasi glicidica e su altre vie metaboliche collegate al rischio cardiovascolare. A questo proposito, gli studi sulla sedentarietà hanno dimostrato significative associazioni con glicemia, lipidemia e adiposità, indipendenti dall’intensità dell’attività fisica. Un altro fattore che si ritiene importante nel rapporto tra tempo trascorso alla televisione e salute si riferisce al ridotto dispendio di energia. Sebbene gli autori dichiarino che nella loro casistica i soggetti con più prolugato tempo trascorso alla televisione hanno presentato un più ridotto apporto alimentare, tuttavia essi sono convinti che la televisione distolga dalla attività fisica, contribuendo a una riduzione del complessivo dispendio di energia.
Concludendo, viene confermato che il tempo trascorso alla televisione, con la conseguente riduzione dell’attività fisica, rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare e che la riduzione di questo tempo, come del resto di altri prolungati comportamenti sedentari, possa essere utile nella prevenzione di eventi cardiovascolari e in quella di morte prematura.



Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |   ISSN online: 2038-1840